..CON QUELLO CHE HO QUI..

Lo sento è domenica,
disperata fantasia.
Non posso più fare a meno
della tua malattia.
E prenderti l’anima
per darti la mia
è un miscuglio perfetto
di malvagità e poesia
Lo sento precipita
il mio cuore ubriaco
tosse e un sospiro
che non sa di peccato
e tieni l’anima!
che hai più cura di me
i tuoi occhi d’edera
non hanno più da..
..PRENDERE
VIENIMI A PRENDERE
A UN PASSO DALLA GRANDINE
CON IL SOLE CHE HAI Lì
PRENDERE
LASCIATI PRENDERE
NELLA VERTIGINE
O IN UN VOLO INSTABILE
CON QUELLO CHE HO QUI
CON QUELLO CHE HO QUI
La sento la musica
che soffia tra i rami
delle tue labbra che temo
quando mi chiami
e sorprenderti viva
come quando rischiavi
o quando ferita
mi hai cercato le mani
e continuo a credere che il vento
porti qui
il tuo odore e quei tanti,
tanti capelli.
Apro la finestra ed aspetto il momento,
nei tuoi occhi
e quel coraggio che ancora non ho
di averti qui per lasciarmi..
..PRENDERE
VIENIMI A PRENDERE
NEL MIO VORTICE IMMOBILE
CON IL VENTO CHE HAI Lì
PRENDERE
LASCIATI PRENDERE
NELLA VERTIGINE
O IN UN SOGNO FRAGILE
CON QUELLO CHE HO QUI
CON QUELLO CHE HO QUI
..cosa ti piace?..

- cosa ti piace?
- mi piace il silenzio di chi ha molto da raccontare.
E a te, cosa piace?
- mi piace avere le mani fredde e stringere il ghiaccio per sentirlo
bollente.
La guardavo mentre mi rubava gli occhi,
e la desideravo durante una danza di gonne abbondanti e corpi liberi,
fermavo ogni immagine come una pellicola di un film visto in controluce,
avrei voluto gridare un bacio,
avrei voluto non avere avuto paura di farlo,
avrei voluto stringerla, per danzare con lei.
Nel buio che c’è tra una stella ed un’altra,
svuotavo il bicchiere a piccoli sorsi
e con occhi socchiusi ed umidi, mi facevo rapire dal pensiero
di vederla tornare a casa,
di sentire svegliarsi il mattino sotto il battere dei suoi piccoli piedi nudi sul mio pavimento,
poi, aprire gli occhi e scoprirla di un nuovo sorriso,
e con la mia felpa, enorme su di lei, coprirle quasi il ginocchio,
la sentivo in cucina tra il rumore di pentolini e mestoli,
di sale nell’acqua e cucchiai di legno,
la sentivo chiedermi quale tipo di pasta avrei preferito,
la vedevo lì, mentre con un bacio sul collo le regalavo il mio “buongiorno”
mi vedevo così, amante attento della mia normalità.
Poi,la penombra, e il suo sguardo ancora verso di me,
mi specchiai in una goccia del suo ondeggiare,
e riconosi il mio volto, il mio sguardo,
e lei, lei sapeva tutto,
- la musica prima o poi finirà – mi disse
- ce ne sarà altra – risposi
- ma non uguale – e se ne andò.
Ora sono qui, per l’ennesima volta sulla strada per casa mia,
con i miei passi a memoria,
con i miei angoli conosciuti e noiosi.
Ora sono qui, con la testa pesante tra due cuscini sempre troppo morbidi e freddi,
con il mio soffitto,
e con il fumo di un’altra sigaretta ansioso di raggiungerlo.
Ora sono qui, con la stessa domanda a cercare sempre nuove risposte.
Ora sono qui,
cosa ti piace?
Mi piace la musica, e chi ha il coraggio di ballare.
E a te, cosa piace?
.. E UN GIORNO ..

..E un giorno
ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all’asilo,
di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo…
..E un giorno
cammini per strada e ad un tratto comprendi
che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
che il mondo là fuori t’aspetta e tu quasi ti arrendi
capendo che a battito a battito è l’età che s’invola…
E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
e sospesi fra voglie alternate di andare e restare…
di andare e restare…
..E un giorno
ripensi alla casa e non è più la stessa
in cui lento il tempo sciupavi quand’eri bambina,
in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina…
E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
persi in mezzo ai tuoi libri e regali che neanche ricordi,
sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi…
E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto…
E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire…
che sogni gestire…
..Poi un giorno..
in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c’è solo il dolce ad attenderti, ma molto d’amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande…
I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi
..ed avrai nuovi amici…
Sentirai che tuo padre ti è uguale,
lo vedrai un po’ folle e un po’ saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire:
” IO HO SEMPRE TENTATO … IO HO SEMPRE TENTATO! “
(FRANCESCO GUCCINI)
..non ci si abitua..

Mi hai insegnato la solitudine,
mi hai insegnato a prendermi cura di lei,
quando il silenzio diventa denso
e lascia un brivido come un morso di denti nel cotone.
Fuori è buio,
e queste stelle ubriache e scontrose
non hanno nessuna voglia di indicarmi una rotta,
ne di sdraiarsi in una canzone.
Ancora un sorso di vino
e mentre ripenso al sapore del primo,
sono già,
mille chilometri lontrano da qua.
La mia mano ti sfiora
e il tuo abbraccio è una richiesta troppo violenta,
qualcuno stasera si farà male,
qualcuno, che non starà a guardare.
Piovono parole come grandine o come chiodi,
ognuno ha da gridare e lo farà,
non c’è niente da ascoltare,
ma il mare continua a muoversi,
e il vento lo conosce il perchè.
Spunta felice dietro la foschia
un raggio incerto di luce blu,
allarga gli occhi di chi si è abituato
alla notte,
e non aspetta,
o forse lo ha fatto,
c’è che di fatto,
ora lui è quì.
E’ il nostro gong, amore,
come è andata?
cosa è successo?
Ho qualche graffio qui sul mio cuore,
ma poi del resto chi se ne importa,
mi manca il fiato
e il tuo sapore,
ma dove sei, dove sei andata,
qui il mio bicchiere parla di te,
come il soffitto,
e questa foto,
come il silenzio,
che è qui con me.
LIBERO

Prendi il mio sangue,
il tuo non lo voglio.
Acqua a bagnar le piante,
non morte. Non morte.
Bevi il mio sangue,
ubriacati spoglio,
con le mani, con le macchie,
cresci il figlio.
Lasciami steso
in questa terra lontana e non mia.
Lascia qui
il mio sorriso di un altro colore,
torna all’amore
con il bacio stanco e senza sapore.
Lasciami indifeso
in questa guerra vigliacca e non mia,
o posa le armi
e arma il valore
del tuo amore che attende
quel bacio da eroe.
Beviamo il Suo sangue
ubriacando l’orgoglio
e chiamiamolo LIBERO,
il cammino, e il figlio.
…svuota lo zaino che partiamo…

Vedi, gli occhi sanno sempre dove guardare,
anche quelli distratti come i miei,
anche quelli curiosi ed incolmabili, proprio come i miei,
o come i piedi, il fiato, le gambe,
sanno sempre dove andare,
e in ogni caso, con gli occhi chiusi o senza fiato,
tornerai ad occupare il tuo posto,
ed io sarò qui, ed è qui che ti aspetto.
Quindi parti, fai lo zaino e parti,
incontrerai i tuoi viaggi, nuovi profumi,
e la vera ricchezza,
ti perderai nei vicoli stretti,
e in penombra ti affaccierai su oceani immensi,
regalerai i tuoi occhi all’infinito
e li riprenderai ancora umidi di storie fantastiche.
Parti, e fai tua la tua vita,
conducila,
mordi il respiro,
abbandona le braccia, abbraccia la Luna,
balla scalza, salta nel fuoco,
scopri il sesso dei suonatori di bongo nelle spiagge in festa,
porta il pane alle bocche affamate ed innocenti,
ascolta il pazzo della piazza gialla dai lampioni,
e credi insieme a lui che la pioggia è vernice,
naviga i mari, vola nei cieli,
incontrerai chi saprà tutto di te,
ti spaventerai, fino a quando capirai di sapere tutto di lei,
nuota nel mare nuda, diventa serena,
scopalo il mare, grida,
lascia il tuo corpo in mani che non lo sanno gestire,
poi regala il suo brivido a chi lo sà toccare,
dormirai con la vera stanchezza,
ti ubriacherai davvero, di pura ricchezza,
sognerai di svegliarti, per viverlo, il sogno.
Sarai sola senza esserlo mai,
avrai con te i ricordi, i colori,
i ritardi dei treni, avrai nelle tasche
gli indirizzi scritti di fretta,
sulle labbra i sorrisi della gente incontrata negli autogrill,
per le strade, nelle sagre, nelle feste,
avrai i tramonti, gli sguardi dei tori,
le musiche sognanti di romantici suonatori,
avrai una moneta da tirare in aria e la riprenderai
sempre più decisa, avrai sulle spalle lo zaino,
e sarà sempre più pesante,
avrai più certezze e meno domande.
Saprai perderti nelle città, lei saprà conoscerti e darti confidenza,
poi quando sarai pronta, torna,
e finalmente capirai che anche il tornare
è una dorata esperienza,
ti accorgerai solo lì, nel punto esatto del centro del ritorno,
che avrai soltanto un grosso bisogno,
cercherai negli angoli di casa un’anima in silenzio
pronta ad ascoltarlo tutto, il tuo viaggio.
Vedi, gli occhi sanno sempre dove guardare,
anche quelli distratti come i miei,
anche quelli curiosi ed insaziabili come i miei,
o come i piedi, il fiato, le gambe,
sanno sempre dove andare,
e in ogni caso, con gli occhi chiusi o senza fiato,
tornerai ad occupare il tuo posto,
ed io sarò qui, ed è qui che ti aspetto.
Svuota lo zaino che partiamo.
…è mattina lo stesso…

Mi muovo tra il buio tagliato dai lampioni
ho in mano un bicchiere di un paio di feste fa
è troppo tempo che non sò più ridere
e forse da sempre che non sò stare qua
Cammino pensando alle facce e ai nomi
che per un motivo sono passate di qua
a volte confondo e sono solo maschere
la mia più bella chi è che ce l’ha?
e un passo dopo l’altro
passa l’inverno
dopo l’ultimo sorso, dopo di me.
Io che non sono altro che un bugiardo
rido su quello che ho perso, rido di te.
MA TANTO DOMANI E’ MATTINA LO STESSO
COSA MI IMPORTA SE FA ANCORA FREDDO
TANTO DOMANI MI SVEGLIERO’ PRESTO
MI METTO A CANTARE E ANCHE LEI PASSERA’
alzo il bicchiere al cielo e brindo ai miei errori
al vento ai miei occhi e al profumo di libertà
passa una donna e mi legge la mano
“hai una vita che non capisco, ma non è certo qua”
le offro il bicchiere e quel che rimane
mi guarda sorride lei almeno lo sà
continuo nel buio a camminare
ma prima di andare mi dice “non passerà”
e un passo dopo l’altro
passa l’inverno
finito anche l’ultimo sorso, finito con me
che non sono altro che un pagliaccio
non ho il naso rosso, ma lei ride di me.
MA TANTO DOMANI E’ MATTINA LO STESSO
COSA MI IMPORTA SE FARA’ FREDDO
TANTO DOMANI MI SVEGLIERO’ PRESTO
MI METTO A CANTARE E ANCHE LEI PASSERA’
…Dove sei?…

Dove sei?
…
Accendi la luce!
…
Ma cosa c’è? Perchè non dici niente?
…
…
Nel silenzio lasciato lì da una Notte che vorresti dimenticare,
ti alzi dal letto schivando lattine vuote che non hai bevuto,
e speri che tutto ricominci da quel punto in cui ti sei distratto,
e chiami, e una voce che conosci bene, è pronta a risponderti,
e ti riprometti che questa volta no, questa volta starai attento,
ti guardi allo specchio con occhi gonfi di lacrime che l’orgoglio
trattiene dentro, e sai già, per qualche motivo, che stai mentendo a te stesso, ma ti guardi, ti fissi, provi a far nascere un tiepido sorriso,
e dentro, scavalcando quelle lacrime, gridi, gridi, gridi,
ma ti senti solo te, te, attore di una parte che ormai ti sta stretta,
e butti via con un gesto quelle Notti dal sapore di inquietudine,
butti via il gusto amaro che ti avvolge la lingua,
butti via i sorrisi finti, le parole spese come denaro per comprare qualcuno, o soltanto un po’ di tempo in più.
Ti accorgi che tutto è stato inutile, che hai provato a farti sentire,
a farti capire, ma avevi bisogno di applausi non di orecchie,
ed hai continuato la tua parte.
Spalanchi la finestra per fare entrare un po’ di ossigeno, per rifiatare,
per bestemmiare al cielo le tue verità, per cercare nel cielo la sfida
solenne, per perdere una volta tanto, nudo.
dove sei?
…
rispondimi, o verrò a prenderti!
…
Nel silenzio inizi a sentirti uomo,
e la paura ti gonfia il petto come il coraggio,
sai dove arrivare, sai quello che vuoi, e ci vuoi arrivare.
dove sei?
…
DOVE SEI?
…
sono qui!
qui,dove?
qui…spegni la luce…
…
…
…alla nostra!…

A tutti quelli che sono passati,
a quelli che hanno osservato, salutato e poi andati via,
a chi ha osservato ed è rimasto,
a quelli che sono andati, ma rimasti,
alle donne che mi hanno regalato momenti importanti,
alle donne che hanno portato con loro i miei momenti importanti,
a chi ha pianto, riso, sofferto e gioito con me, o per me,
a chi ha provato a capirmi,
a chi ha provato a farsi capire,
a tutti quelli che hanno deciso di conoscermi a fondo,
e a quelli che hanno capito di restare con me per andare ancora più a fondo,
ai miei genitori, a mio fratello, ai miei amici,
al mio cane che se la gode e farà buche in eterno sulla Luna già ammaccata,
ai baci che mi hanno scaldato,
a quelli che mi hanno congelato, impietrito,
alle carezze che ho cercato e trovato,
e a quelle che sto ancora cercando,
agli amori disperati,
alle promesse che ho mantenuto,
e a quelle che ho tradito,
alle esperienze fatte,
ai progetti disordinati,
ai viaggi, alle notti, alle speranze, ai tuoi occhi,ai sogni,
alle splendide persone vere, che non dà nessuna importanza
ad un volto, o all’apparenza e si disegna su questo diario,
a chi passa e lascia un po’ di se stesso,
a te, ed ai tuoi pensieri profumati,
alla foto del mare, ed al mare che hai dentro,
ai miei sbagli, alle mie decisioni,
alle persone che ho perso,
alle persone che mi hanno perso,
a te, che era bello sentirsi,
a te, che è troppo facile sgretolarsi,
ai miei amici partiti,
al messico,
alle mie rincorse,
ai miei sospiri,
ai miei affanni, alle stanchezze, alla forza di rialzarsi,
al mio forte cuore, che riesce a contenervi tutti,
dedico il mio amore, ed il mio grazie,
per esserci stati, e la speranza che in voi,
non sbiadisca mai il sogno, e la voglia di colorarlo.



